Cattivi Chic

di Gian Luca Teppati

Ma siamo sicuri che bisogna essere sempre buoni e mai un po’ cattivelli? Se dessimo retta a tutti questi buonisti dell’ultima ora la vita professionale non sarebbe più divertente perché non ci sarebbe più strategia, difesa o attacco. E poi parliamoci chiaro è molto più simpatica la cattiveria della bontà così come la verità che è profondamente noiosa. Un creativo non sarà mai solo buono ne’ tantomeno sincero: La bugia è la quintessenza del pensiero creativo. Quindi, tutti questi predicatori che ad oltranza diffondono la benevolenza e il saper vivere, datemi retta, mandateli a lavorare. Loro non conoscono il concetto di eccellenza nel vero senso della parola, perché come dice Platone, “l’eccellenza sta nel mezzo” quindi un mondo ideale prevede un po’ di cattiveria, così come di bonta’, di stupidità e saggezza, di bugia e sincerita’. Non impariamo ad essere più buoni, impariamo invece ad essere cattivelli con intelligenza, acuti e pungenti. Lasciamo i Fra Tac aziendali davanti alle macchinette del caffè mentre falsamente buoni fanno lingua lunga ai loro capi. Impariamo ad essere tosti, anche cinici, ma forti nel saper difendere le nostre idee e il nostro pensiero. Aggiungete al tutto un po’ di eleganza e diventerete cattivi chic.

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