Utile

di Gian Luca Teppati

Se scindiamo dal concetto di creatività quello di utile è probabile che stiamo spaccando il concetto di innovazione. Non esiste innovazione senza l’utile. Ma cosa è l’ utile? Dipende dai nostri bisogni. Quindi se vogliamo dare a questo concetto un significato realistico dobbiamo cominciare ad indirizzarlo a specifici ambiti e alle specifiche esigenze di ognuno di noi. E si, perché anche il non fare nulla può rivelarsi utile. L’immobilismo e l’assenza di nuovo può rivelarsi utile. Cosi come correre che è l’opposto. Può essere utile leggere un libro di marketing ma anche non leggerlo. Può essere utile il telecomando ma anche alzarsi per cambiare canale. L’utile e il suo bisogno hanno comunque un prezzo e su questo dobbiamo riflettere. In un mondo dove tutto è velocemente utile dobbiamo imparare a diffidarne, pensare e decidere su quanto è utile ciò che ci attira ma quale è anche il suo rovescio della medaglia. Non è che il troppo utile sia l’anticamera del superfluo? E quindi che l’utile non sia per nulla utile? Chiediamoci sempre, nella logica disruptive, cosa l’innovazione dà ma anche cosa toglie.

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