Formazione Esperienziale e Formazione Tradizionale

di Gian Luca Teppati

Esistono due tipi di formazione: quella esperienziale e quella tradizionale. Due modalità di portare le persone ad apprendere. Nell’ottica del personal building così come del social building, ovvero ritrovare insieme la propria identità,  noi di OOMM abbiamo adottato la prima soluzione.

Per “formazione tradizionale” si intende attivare una serie di giornate aula dove il docente protagonista parla (front delivery) e i discenti prendono appunti. Risultato: difficilmente gli appunti vengono riletti e la formazione si dimentica. Perché? Perché non viene generata attenzione affettiva, dove il viaggio formativo non è alla ricerca del sé, ma all’approfondimento di nozioni più o meno interessanti. Il che non vuol dire che sia da condannare, soprattutto per coloro che sono alla ricerca di nuove informazioni che possono arricchire la propria biblioteca intellettuale senza voler attivare un minimo cambiamento comportamentale rivolto al miglioramento sia individuale sia sociale.

Con la formazione esperienziale, che agisce sulla motivazione intrinseca, questo empasse  viene superato.  Generare esperienze in base al tema da affrontare porta le persone a misurarsi entro i propri limiti, divertendosi e prendendo consapevolezza del proprio gap di prestazione (la differenza tra il livello IP, ideale di prestazione e quello AP, attuale di prestazione) da migliorare sia in termini di soft skills sia di hard skills.

La strada più difficile è quella che abbiamo scelto ma anche la più appagante sia per noi che ci definiamo una Experience training agency, sia per i nostri clienti che possono verificare un miglioramento delle prestazioni sia a livello individuale sia sociale. Elaborare ogni volta un’esperienza formativa creata ad hoc per esigenza e target ci impegna molto, ma genera quel ricordo che diventa una pietra miliare nel processo di crescita dei nostri discenti.

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