La Leadership gentile

di Gian Luca Teppati

Per potere apprezzare la gentilezza bisogna conoscerne le sue radici più profonde che non risiedono in comportamenti legati alle “buone maniere” ma in regole universali che inducono a rendere i rapporti piacevoli e sostenibili. L’ignoranza e gli ignoranti vedono negli atteggiamenti gentili un senso di debolezza che ostacola l’imposizione, il sopruso e l’insulto. Una strada questa che alcuni politici, giornalisti e conduttori radiofonici hanno adottato come standard relazionale che, almeno per quanto mi riguarda, mi ha stancato generando una sensazione di nausea costante e forte dispiacere per il genere umano che subisce costantemente. Ribellarsi con la gentilezza è l’antidoto al dilagare costante del sopruso. Il senso della gentilezza va, pertanto, ricercato nella relazione che si stabilisce, non nell’informazione trasmessa. Il suo vero scopo è attirare gli uni verso gli altri e, in un certo senso, di farli incontrare. Ecco allora la sostanziale differenza tra l’essere gentili e il non esserlo: l’incontro nel primo caso e lo scontro nel secondo. Abbraccia la rivoluzione dell’incontro, metti in atto la #leadership della #gentilezza, falla diventare un’ #attitudine. Sii fortemente gentile e diventa un virtuoso della gentilezza!