Fata Morgana

di Gian Luca Teppati

Vi è mai capitato di incontrare persone incredibili?

a me è successo a Pescara.

Tempo fa mi trovavo, appunto a Pescara, a gestire un’aula su “come vendere meglio e di più se volete sopravvivere“ per i consulenti personal di una banca molto famosa.

I consulenti personal sono quelle persone che in banca ti si attaccano ai pantaloni, tipo pitbull, con lo scopo di venderti una serie di formule di investimento (prodotti finanziari) vantaggiose.

Il problema è che di queste formule ne vengono proposte di “assolutamente innovative e vantaggiose” almeno 5 al mese e quindi quelle che il mese prima erano vantaggiose ed innovative, il mese successivo diventano obsolete e poco remunerative.

Mi chiedo quanto questa veloce innovazione sia deleteria sia per chi acquista sia per chi vende, infatti, mentre i primi hanno la sensazione di essere sempre presi per i fondelli, i secondi, ovvero chi vende,  hanno la consapevolezza di prendere per i fondelli, (ma se non lo fanno l’azienda li colpevolizza) e questo, che per molti significa andare contro natura, genera stress ed irritabilità sia nei confronti dell’azienda per cui lavorano sia nei confronti del formatore di turno che li vuole conquistare.

Il corso serviva ad addolcire gli animi e dimostrare che si poteva vendere di più e meglio….

Come accade nelle migliori aziende, arrivando alla sede, lo scenario che mi aspettava all’interno dell’aula era il seguente:

banchi sparsi per l’aula, (tipo gregge di pecore senza il cane da pastore)
materiale didattico del corso precedente (sparso qua e là e dimenticato “lì per caso” dai partecipanti)
scrivania con il cavaliere(*) del formatore “del giorno prima” (*) pezzo di carta piegato con scrittura a pennarello “punta larga” col nome del docente
lavagna a fogli mobili già usata, fronte, retro, sopra e sotto (e niente fogli di ricambio)
bicchierini di carta mezzi pieni (e non mezzi vuoti)
bottigliette di plastica appoggiate ovunque (cestini vuoti)
Uno scenario tanto comune quanto desolante al quale ormai mi ero abituato e dal quale (anche se lo sforzo è notevole) non mi sono mai fatto influenzare negativamente.

Mentre da bravo bidello cercavo di rendere l’aula meno avvilente, la mia immaginazione era concentrata sui partecipanti che sarebbero arrivati.

L’attesa dei partecipanti genera in me una sana eccitazione, perchè non sai mai chi arriva.

E’ un pò come quando viaggio in aereo da solo e  attendo con vana speranza che la più bella ,notata al check in, si sieda vicino a me. Difficilmente accade, ma si sa, la speranza è l’ultima a morire… se l’aereo non precipita prima!

Arrivarono i partecipanti:

tre uomini datati ormai in pre pensionamento (difficili da motivare)
quattro giovani “James Bond” (cuccioli di licantropo)
un’etnica (tipo radical chic, stile india “ma non vado al Goa rave party ”)
tre signore di mezza età (tipo suore laiche con viso arcigno ed indagatore)
ed infine arrivò lei, “Fata Morgana” che non appena varcò la soglia dell’aula tutti si ammutolirono osservandola( l’unico rumore che si sentì fu quello della mia mascella caduta per terra…).

50 anni circa portati benissimo, alta 1.80, truccata da rave (quel party a cui l’etnica non sarebbe mai andata), bionda, capelli lunghi raccolti in modo casuale e trattenuti da un fermacapelli con Swarovski.

Era vestita di bianco..trasparente, spacco vertiginoso (da seduta accavallò la gamba e metà gonna si dissolse per terra), tacchi 12 cm, tatuaggio alla caviglia con cavigliera d’argento e ciondoli.

Mi ricordò Kim Basinger e per un attimo la immaginai dietro le veneziane dell’aula che, arrapante e seduttiva, si toglieva quei veli bianchi che non erano per niente adatti ad un corso di vendita feroce: tutti gli occhi erano puntati su di lei.

Ecco le reazioni dell’aula:

i tre in pre pensionamento, dimenticarono la pensione e si ricordarono che “tuttosommato non erano da buttare via”.
i tre James Bond si tolsero gli occhiali e si dimenticarono di essere ad un corso di vendita, da cuccioli di licantropo si trasformarono in : “è qui la festa?”
l’etnica, che fino ad allora si sentiva al centro dell’attenzione decretò immediata vendetta (la luce dai suoi occhi divenne cupa in pochi secondi)
le tre suore, estrassero dalle loro borsette (tenute con indispettito puntiglio sulle loro ginocchia) il vangelo, si fecero il segno della croce e chiesero all’unisono che il corso cominciasse.
io tirai indietro la pancia e pensai che appena tornato a Milano dovevo mettermi a dieta.
Fata Morgana avvicinandosi in pole position, salutò tutti sentendosi perfettamente a suo agio. Era solare, simpatica, coinvolgente e decisamente unica.

Pensieri al maschile:

E’ una facile. Quasi quasi ci provo.
Con quella carrozzeria riesce a vendere di tutto
Perfetta come amante sbagliata come moglie
Di fronte ad una donna provocante ed avvenente gli uomini diventano assolutamente cretini.

Pensieri al femminile:

Sicuramente è l’amante del direttore
Non è professionale
Chissà qanti clienti si è fatta
Di fronte ad una donna provocante ed avvenente (più di loro) le donne diventano assolutamente cattive.

Io scrutavo “il personaggio” e più il corso procedeva più mi rendevo conto che in Fata Morgana non c’era alcun senso di provocazione nè di ribellione: era assolutamente sè stessa e questo la rendeva inattaccabile.

Come per magia, aveva la capacità di attrarre sia gli uomini, sia le donne.

Lentamente da una situazione “una contro tutti” si passò ad una situazione “tutti con lei” e questo passaggio fu evidenziato nel momento in cui (circa alla fine della prima giornata di corso) lei si raccontò brevemente:

” Ho lottato tutta la vita per farmi accettare come sono, mi piace vestirmi eccentrica, come avrete notato, ma rimango una donna seria.

Ero una modella, e per amore andai a Milano. Volevo viaggiare, ma tutto finì e tornai a Pescara.

Sono sposata da 20 anni felicemente, ho 2 bambini meravigliosi ed un marito che amo.

Amo anche il mio lavoro. Per me lo studio è fondamentale così come leggere ed essere sempre aggiornata. So che il mio aspetto può ingannare, ma basta conoscermi per sapere che sono una donna semplice a cui piace solamente vivere serenamente.

L’anno passato sono stata nominata la miglior “performer” a livello nazionale e per questo devo soltanto ringraziare me stessa, la mia volontà ed il mio amore per il prossimo”

Il pubblico era assolutamente affascinato da quelle parole sincere e dalla naturalezza con cui venivano espresse, io stesso ero pieno di ammirazione per lei che forse neanche sapeva di averci conquistati tutti.

L’etnica aveva abdicato volentieri per lei e le tre suore, alla fine del corso, la circondarono subissandola di domande con lo scopo di ricevere non solo consigli professionali ma anche estetici.

Tutti i maschietti assunsero un comportamento riverente e rispettoso come fossero al cospetto di una regina.

Ed io ero contento, perchè inaspettatamente e magicamente avevo assistito ad una lezione magistrale che mi aveva arricchito umanamente e professionalmente.

Commenti?

Li lascio a voi, personalmente non ne faccio ma ringrazio ancora Laura.